Feeds:
Posts
Comentários

Archive for the ‘Italia Amica’ Category

O professor e fotógrafo italiano Antonello Veneri está promovendo, na Italia Amica, o seu curso prático de olhar fotográfico, que será relizado na sede da escola nos meses de Junho e Julho de 2013. Alunos da Italia Amica têm desconto no curso.

Para maiores informações entre em contato através do telefone 9306-1081, do e-mail antonelloveneri@hotmail.com, ou através da secretaria da escola no telefone 3329-2822.

Curso Olhar Fotográfico - Italia Amica

Anúncios

Read Full Post »

A Italia Amica está promovendo o seu 1º curso de Italiano Jurídico ministrado pela advogada italiana Lívia Santoro.

O curso é destinado à estudantes e operadores do direito, que desejam adquirir conhecimentos específicos na língua italiana, para atuar com segurança e desenvoltura em questões jurídicas.

Durante as aulas, serão abordadas situações típicas do dia a dia do profissional do direito. Como aconselhar os clientes italianos, elaboração de contratos e até mesmo entrevistas de trabalho para assessoria jurídica de uma empresa italiana serão alguns dos temas abordados no curso, bem como noções nas principais áreas do sistema jurídico italiano (Direito constitucional, Procedimento penal, Procedimento civil, Contratos etc).

No final do curso será realizada a simulação de uma audiência de julgamento (Mock Trial), na qual os alunos deverão desempenhar os papéis dos diferentes profissionais envolvidos.

O curso será realizado entre os dias 12 e 27 de Julho de 2013 e terá a carga horária de 20h. Para maiores informações, entre em contato com a Italia Amica através do telefone (71) 3329-2822 ou do e-mail itam@italiaamica.com.br

Curso de Italiano Jurídico em Salvador

Read Full Post »

Handria Inandy da S. Souza*

Il blog di Italia Amica oggi cede lo spazio all’ex alunna Handria, diplomatasi nel 2011, che ci racconta la sua bellissima e coinvolgente esperienza vissuta in Italia.

donneinstradaLa violenza maschile affligge milioni di donne di ogni età a livello globale. Le modalità e i comportamenti che compongono il problema sono differenti e variano a seconda del paese. Nel mio lavoro come poliziotta militare ho ricevuto più volte chiamate di servizio per donne vittime di violenza maschile. A questo punto, ho deciso di approfondire la mia conoscenza.

Per questo sono andata a studiare in Italia. Stavo frequentando il sesto livello del corso di lingua italiana nell’ Italia Amica, dal momento che conoscere la lingua italiana era fondamentale per lo Studio Master in Criminologia Critica, Prevenzione e Sicurezza Sociale. Così, nell’anno di 2010, ho frequentato il master senza problemi per quanto riguarda la lingua. L’esperienza mi ha fornito una prospettiva diversa sulla questione e crescita personale, perché vivere in un altro paese a causa della lingua e costumi diversi richiede un apprendimento senza pari.

Con la finalità de arricchire la mia conoscenza sul tema della violência domestica, ho effettuato un tirocinio presso l’Associazione OIKOS –BIOS, Centro filosofico di psicanalisi Antiviolenza, durante il quale ho partecipato al progetto “Donne In Strada. La scuola di non violenza”, promosso dall’associazione, nella città di Padova. Il progetto era composto da 9 donne e uomini che hanno participato ad ogni incontro pubblico. Quindi si trattava di un gruppo etereogeneo, con donne di professione, età ed esperienza di vita diverse (insegnanti, professoresse, sindacaliste, psicologhe, psicanaliste, artiste e consulenti filosofiche). Abbiamo organizzato riunioni e discussioni per decidere quello da dire in pubblico, frasi per sensibilizzare chi passava per strada, parole che colpissero i passanti e soprattutto li facessero pensare!

Il volantino da noi preparato descrive bene le finalità dell’iniziativa: Vivere le strade della città in modo nuovo, uscire dal privato, muoversi negli spazi pubblici promuovendo e coinvolgendo i/le passanti di ogni sesso, razza, cultura, generazione e religione in una discussione aperta sui grande temi del Vivere: guerra, maternità, paternità, coppia, prostituzione, lavoro, amore. Ecco di cosa si tratta: sensibilizzazione e approfondimento dei temi suggeriti, la crescita e la maturazione individuale, sociale e culturale coniugando la pratica e l’esercizio ad un libero pensiero con la leggerezza ed il piacere. Queste sono le finalità dell’iniziativa.

donneinstradePadovaÈ cosi l’evento “Donne in strada”, una iniziativa fatta di letture, di recitazione, di brevi aforismi, di poesie e di brani musicali selezionati e scelti da testi di autori e autrici vari/e, realizzata all’aperto ogni sabato durante quasi due mesi, in una delle vie più frequentate della città. Sono stati otto gli incontri di questo primo ciclo di Donne in strada affrontando vari temi, tra cui:Sesso guerra e violenza”,Essere padri cos’é?”,Coppie in rivolta”, “Corpi venduti, corpi comprati”, “Prostituzione e violenza”, “Amore e libertà”.

É stata un’esperienza straordinaria per noi, se non altro per superare il grado di “morte” che c’è nella totalità delle persone. È come se fossero vittime di un’ anestesia generalizzata. Per cui con manifesti e slogan siamo scesi in strada con frasi come: “mi hanno bucato l’utero”. Ma anche con queste frasi fortissime e polemiche nessuno aveva il coraggio di parlare…. Questo è stato un momento frustrante… Anche se già dall’inizio eravamo partiti con l’idea chiara di non fare qualcosa con una finalità precisa, ma di farlo perché era doveroso farlo.

Ci si trova di fronte ad una violenza che è forte, visibile e riconoscibile. Perché allora non si sente assolutamente nulla fuori dall’ università? Le donne che hanno subito violenza e che hanno bisogno di aiuto non sempre si trovano all’interno dell’università. Sono nei supermercati, nelle palestre, a scuola…insomma, si trovano in strada. Per questo motivo siamo andate per strada e abbiamo promosso questi incontri pubblici. Abbiamo parlato di diversi temi riguardo alle donne. Una cosa dev’essere chiara: non volevamo promuovere una filosofia ideologica femminista. Ma invece, portare in pubblico un modo di fare e pensare, uscire dal silenzio, sentire il problema e parlare della questione di genere. Hanno participato a “Donne in Strada” anche docenti dell’ Università Ca’ Foscari di Venezia, fuori dalle mura della università, in strada. Cosi, attraverso la nostra voce e la lettura di testi si sono presi in considerazione vari esponenti e pensatori dei diversi ambiti del sapere.

manifestazionePadovaLa parola è il nostro strumento di sensibilizzazione. Attraverso uno esperimento inedito, abbiamo selezionato frasi da scrivere in manifesti per la strada e la risposta del pubblico è stata positiva. Le persone passavano, ascoltavano le canzoni e poi si fermavano, leggevano i manifesti, discutevano tra di loro…Questa era la dinamica del progetto. Qui vengono riportate alcune delle frasi scritte: “Chi non si muove non può rendersi conto delle proprie catene”. (Rosa Luxemburg); “Il coraggio não vuole la prudenza, ma l’atto”.( Carlo Miquelstaedter);“Il silenzio é la seduzione diavolo e più si tace più il demonio diventa terribile”. (Soren Kierkegaard); “Pensare é un atto eroico” (Simone Weil).

Ma, nonostante molte persone non si fermassero e non fossero interessate al tema proposto facendo del silenzio un’arma d’intimidazione o di sofferenza, il progetto Donne in Strada portò buoni risultati. Abbiamo avuto varie domande di tirocinio pervenute presso l’associazione, la richiesta dei testi da noi letti, la proposta di portare questo progetto a Bolzano e anche la proposta di lavorare insieme ad una scuola. Perché anche se all’apparenza le persone non partecipavano, non parlavano, in realtà leggevano tutto quello che era scritto nei manifesti. Alcune persone hanno lasciato il contatto email, hanno chiamato l’associazione ed hanno addirittura chiesto di lavorare come teraupeuti. Attraverso questo progetto è stata data l’opportunità al pubblico di parlare, discutere, più si parlava di casi di violenza di genere, più casi erano denunciati. La cosa importante è che la questione della violenza domestica, si è spostata dallo spazio privato allo spazio pubblico e è stata vista come un problema sociale da affrontare. Nascosta dalla complicità della società e dalla impunità, la violenza contro la donna è ancora un fenomeno poco visibile. Ma prima di tutto, è necessario essere coscienti che il problema della violenza contro la donna è un problema di tutti e non solo delle donne.

Così, l’esperienza che ho vissuto nella città di Padova in Italia, mi ha fornito una prospettiva diversa, non solo sulla violenza domestica, ma soprattutto sulle consuetudini e le tradizioni del popolo italiano.

Handria Inandy da S. Souza*

* 1ª Tenente della Polizia Militare del Stato di Bahia – Ufficiale dell’ Assitenza Militare del Tribunale di Giustizia di Bahia

 

(tradução)

 

A violência invisível

Handria Inandy da S. Souza*

A violência masculina atinge milhões de mulheres de todas as idades a nível global. As modalidades e comportamentos que integram o fenômeno são os mais diversos e variam de acordo com o país. Como policial militar já recebi chamados em atendimentos às mulheres vítimas de violência masculina, momento no qual, decidi aprofundar os meus conhecimentos.

Por isto fui estudar na Itália. Cursava o VI nível do curso de Língua Italiana na Italia Amica, visto que, conhecer o idioma italiano era requisito para Cursar o Master em Criminologa Crítica, Prevenção e Segurança Social. Assim, no ano de 2010, cursei o referido master sem problemas quanto ao idioma. A experiência me proporcionou uma visão diferenciada e autentica sobre o assunto, além de um crescimento pessoal, pois morar em outro país de língua e costumes diferentes requer um aprendizado inigualável.

Com a finalidade de enriquecer o meu conhecimento sobre o tema da violência doméstica, fiz um estágio na Associação OIKOS –BIOS, Centro Filosófico de Psicanálise Antiviolência, durante o qual participei do projeto “Donne In Strada. A Escola de não violência”, promovido pela Associação, na cidade de Padova. O projeto era composto de 9 (nove) mulheres e também homens que participaram de cada encontro nas ruas. Portanto era um grupo heterogêneo com mulheres de diversas profissões, idade e experiências de vida (professoras, pedagogas, sindicalistas, psicólogas, psicanalistas, artistas e consulentes filosóficas). Tínhamos reuniões e discussões sobre o que dizer ao público, frases que sensibilizassem a todos que passassem, palavras que atingissem os passantes e principalmente os fizessem pensar!

O panfleto preparado por nós descrevia bem as finalidades da iniciativa: Viver a estrada da cidade de um modo novo, sair do privado, deslocar-se no espaço público promovendo e envolvendo os/as transeuntes de cada sexo, etnia, cultura, geração e religião em uma discussão aberta sobre o grande tema do VIVER: guerra, maternidade, paternidade, casal, prostituição, trabalho, amor. Sensibilização e aprofundamento dos temas sugeridos, o crescimento e a maturidade individual, social e cultural aliada à prática e ao exercício de um pensamento livre com a leveza e o prazer: esta é a finalidade da iniciativa.

Assim o evento Donne in strada, uma iniciativa feita de leituras, de recitações, de breves aforismos, de poesias , de músicas selecionadas e textos de vários autores e autoras, realizados ao aberto, a cada sábado durante quase dois meses, em uma das vias mais frequentadas da cidade de Padova. Foram oito os encontros deste primeiro ciclo de Donne in strada abordando vários temas, entre os quais: “Sexo, guerra, violência”, “Ser pai que coisa é?”, “Casal em revolta”, “Corpo vendido, corpo comprado”, “Prostituição e violência”, “Amor e liberdade”.

Foi uma experiência extraordinária para nós, uma experiência sem igual, passando do grau de ‘morte’ que existe nas pessoas de um modo geral, como uma anestesia generalizada. Assim, com uma manifestação e slogan fomos às ruas onde as pessoas estão e as tocamos através de frases como: “eles rasgaram meu útero”. Mas, mesmo com estas frases de forte impacto e polêmica ninguém falava… e este foi o momento frustrante… ainda que já tivéssemos partido deste o início com a ideia clara, não de fazer algo com um objetivo exato, mas de o fazer porque é necessário fazê-lo.

Por que se está diante de uma violência que é absolutamente forte, visível e reconhecível e não se ouve falar absolutamente nada fora do meio acadêmico? As mulheres que sofreram violência e que tiveram necessidade de ajuda talvez não estejam dentro da universidade. Estão nos supermercados, na escola, resumindo…. nas ruas. Então nós fomos às ruas e promovemos estes encontros públicos. Falamos de diversos temas que se referem às mulheres. Uma coisa porém, deve estar clara: não queríamos promover uma filosofia feminista, mas levar ao público um modo de fazer pensar, sair do silêncio, sentir o problema e falar da questão de gênero. Participaram do Donne in Strada docentes da Universidade Ca’ Foscari de Venezia, fora dos muros da universidade, mas nas ruas, e assim, através de nossa voz com a leitura de textos de vários pensadores(as) de diversos âmbitos do saber, demos a palavra ao público.

A palavra era o nosso instrumento de sensibilização. Através desse experimento inédito selecionamos frases que eram escritas em cartazes espalhados pelas vias e a resposta do público era positiva, as pessoas passavam, escutavam as músicas e por fim paravam, liam os cartazes, discutiam entre si, e essa era a dinâmica do projeto. Dentre as frases que repetíamos estavam escritas:“Quem não se move não se dá conta das próprias correntes.” (Rosa Luxemburg); “A coragem não quer a prudência mas o ato”.( Carlo Michelstaedter) “O silêncio é a sedução do diabo e quanto mais se cala mais o diabo se torna terrível “. ( Soren Kierkegaard); “Pensar é um ato heroico” (Simone Weil)

Mas, ainda que muitas pessoas não parassem e nem se importassem com o tema exposto, fazendo do silêncio uma arma de intimidação ou até de sofrimento, o projeto Donne in Strada trouxe bons resultados. Tivemos pedidos de estágios na Associação, solicitação dos textos que tínhamos lido, proposta de levar este projeto para a cidade de Bolzano, e também a proposta de trabalhar com uma escola. Porque mesmo que aparentemente as pessoas não falassem, na verdade, elas liam tudo que havíamos escrito nos painéis. Alguns deixaram o e-mail para contato, ligaram para a Associação, e recebemos pedidos para trabalhar como terapeuta. Através desse projeto foi dada a possibilidade ao público de falar, discutir, pois quanto mais se fala de violência de gênero, mais casos eram denunciados. O importante é que a questão da violência doméstica, transferiu-se do espaço privado para o espaço público, passando a ser encarada como um problema social a combater. Escondida pela cumplicidade da sociedade e da impunidade, a violência contra a mulher é ainda um fenômeno pouco visível. Mas antes de tudo, se faz necessária a conscientização de que o problema da violência contra a mulher é um problema de todos e não apenas das mulheres.

Desta forma, a experiência vivida na cidade de Padova na Itália, me proporcionou uma visão diferenciada, não somente sobre a violência doméstica, mas principalmente sobre os costumes e tradições do povo italiano.

* 1ª Tenente da Polícia Militar da Bahia – Oficiala da Assistência Militar da Bahia – Tribunal de Justiça da Bahia

Read Full Post »

nascita della repubblica italianaNo dia 2 de junho se celebra o nascimento da República Italiana. Nesse dia, em 1946, com o término da guerra, com o fim dos 20 anos de fascismo, e após 85 anos de reino, os italianos, e pela primeira vez, também as italianas, foram às urnas para decidir em um Referendum, qual forma de governo dar ao país: monarquia ou república.

Venceu a república com 12.718.641 votos contra 10.718.502 favoráveis à monarquia. Nessa mesma ocasião, os italianos também elegeram uma Assembléia Constituinte, que escreveu a nova Constituição do país.

Essa Constituição fez da Itália uma República parlamentarista. Os monarcas foram exilados e o país se encaminhou em direção à reconstrução de suas cidades, casas, estradas e ferrovias destruídas pelos combates e bombardeamentos aéreos.la bandiera tricolore

Dois anos antes do nascimento da República Italiana, no final da guerra, em 1944, ocorreu o “Massacre de Marzabotto”, no Apenino Emiliano, próximo à Bolonha, quando crianças, mulheres e idosos foram trucidados pelos soldados alemães em retirada.

A história do massacre foi reconstruída em um filme em que tudo é visto pelos olhos da pequena Martina, uma menina de 8 anos, filha única de uma família de camponeses, que deixou de falar desde que viu morrer em seus braços o seu irmãozinho recém-nascido.

l'uomo che verrà 2Martina deseja a chegada de um outro irmão, que nascerá exatamente no momento em que a guerra transforma tragicamente a sua vida.

“L’uomo che verrà” de Giorgio Diritti, é um filme que penetra na realidade do tempo e do lugar, não só através das imagens, mas também dos diálogos em dialeto bolonhês da época.

l'uomo che verràVencedor de prêmios em vários festivais, entre 2009 e 2010, o filme será exibido em edição original com legendas em italiano na Italia Amica no dia 01 de junho às 17:30, durante as festividades em comemoração à Festa della Repubblica Italiana.

 

 

 

 

 

 

Read Full Post »

A aluna da Italia Amica, Patrícia Ribeiro Rafael, passou os três últimos meses na Itália, estudando italiano e visitando o país. Ela conta aqui no nosso blog a sua experiência.

“Andare in Italia è stato per me un’esperienza emozionante! L’Italiano è la lingua più bella che io abbia mai sentito, quindi sentirla e parlarla tutto il giorno per 3 mesi è stato un grande piacere. Tutto (anzi, quasi tutto) lì mi è piaciuto: la cultura italiana e la sua diversità, i luoghi che ho conosciuto, perfino i chili che mi sono ingrassata sono stati chili di felicità, perché sono amante del cibo italiano. Ci si deve godere tutto quando si fa un viaggio, vero? Ma la cosa più importante per me è stata la crescita personale che ho avuto e gli amici che ho fatto.

Siena2 Ho vissuto a Siena, una bellissima città medievale in Toscana, vicino a Firenze. Ho abitato con una famiglia italiana e ho studiato in una scuola buonissima che si chiama Leonardo da Vinci e c’è anche a Firenze, Roma e Milano. Qui in Brasile tutti sentono parlare di Roma, Venezia e Firenze, ma l’Italia è molto, molto di più. Ho fatto tante gite in Toscana, e i posti che ho trovato più belli in quella regione (oltre a Siena) sono san giminignano stati Volterra, San Gimignano e Monteriggioni, tre paesini da favola. In Umbria, ho fatto una visita ad Assisi e sono andata anche alle adorabili Cinque Terre, in Liguria, e sulla Costiera Amalfitana (Campania), di cui mi sono veramente innamorata.

CinqueTerre Sono arrivata in Brasile già con la voglia di tornare in Italia per esplorarla di più. Anche se la mia bisnonna e alcuni trisnonni erano italiani, la realtà è che non mi sono mai sentita parte costieraAmalfitana di quel popolo. Studiavo la lingua perché mi piaceva e bastava. Ma durante questo tempo che ho passato lì, mi sono sentita così a casa tra loro che ho imparato ad amare il "Bel Paese". Infatti, è impossibile non innamorarsi dell’Italia. “

Para saber mais sobre a viagem de Patrícia visite o seu blog:

http://patriciaribeirorafael.blogspot.com/

Read Full Post »

A Italia Amica está com inscrições abertas para o curso teórico – prático sobre  dança popular do sul da Itália, especialmente a TARANTELLA-PIZZICA, dança originária do Salento, área ao redor de Lecce, Puglia,Itália.

salento_pizzica_maxi A Pizzica tem sua origem no Tarantismo, fenômeno místico e mágico, que considera a picada da “tarântula”, aranha venenosa, como a causa do estado de transe que poderia terminar só graças ao envolvente ritmo da música e da dança.

A Pizzica era também uma dança típica dos eventos familiares e rituais como casamentos e batizados, onde a comunidade se reunia para celebrar momentos de alegria.

Atualmente é possível encontrar o fenômeno do “neo-tarantismo”, que nasce da contaminação dos ritmos tradicionais da pizzica com estilos musicais como rap, reggae-muffin, tecno-music, onde o uso do dialeto é fonte de reivindicação da história e da cultura das camadas mais simples da população.

pizzica CURSO DE PIZZICA (TARANTELLA)

LOCAL: Italia Amica

HORÁRIO: terça- feira das 15.00 às 16.30

VALOR: R$50,00 mensais

PROFESSORA: Marcella Bomba , dança-terapeuta, pedagoga, dançarina contemporânea, professora de idiomas (italiano e inglês). Natural da Itália, em seu país, trabalha no âmbito da ação social com crianças, adolescentes, adultos, idosos e na formação para arte-educadores e trabalhadores sociais. Ensina línguas estrangeiras através do movimento criativo.

Maiores informações: secretaria da Italia Amica (33292822)

Veja um pouco da dança no link abaixo.

Read Full Post »

Andare in Italia è il sogno di molti studenti di italiano.

Con la parola Martha Costa, aluna dell’ottavo livello del corso d’italiano di Italia Amica, che racconta la sua esperienza in Italia.

edulingua È un sogno di chi comincia a studiare l’italiano, visitare l’Italia. Questo mio sogno è stato realizzato l’anno scorso, dopo aver vinto la borsa di studio della Scuola Edulingua per andarci per un mese.

Questa è stata una grandissima esperienza, non solo perché ho potuto studiare la lingua, ma anche per vedere con i miei propri occhi tutta la gente, le sue abitudini, i gesti, la sua cultura …partecipare veramente di questo mondo che ci affascina tanto.

Gli italiani sono un popolo davvero peculiare, tanto che non si trova la sua Firenze1 lingua in nessun altro paese. E la verità è: l’Italia può essere piccola, ma bisogna visitarla almeno alcune volte.

Ci sono tanti musei, monumenti, chiese, paesini, spiagge, e ognuno con la sua specificità incomparabile. In ogni luogo, trovi un dialetto, una cultura tipica, dei prodotti artigianali. È incredibile! Per esempio, ho avuto l’opportunità di visitare Gubbio, Siena, San Gimignano, Assisi, Perugia, Roma, Firenze, ecc. Sono tutte così diverse!

Assisi E quando esci, la sensazione è per tutti sempre la stessa: quella di volere ritornare!

Read Full Post »

Older Posts »

%d blogueiros gostam disto: