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O professor e fotógrafo italiano Antonello Veneri está promovendo, na Italia Amica, o seu curso prático de olhar fotográfico, que será relizado na sede da escola nos meses de Junho e Julho de 2013. Alunos da Italia Amica têm desconto no curso.

Para maiores informações entre em contato através do telefone 9306-1081, do e-mail antonelloveneri@hotmail.com, ou através da secretaria da escola no telefone 3329-2822.

Curso Olhar Fotográfico - Italia Amica

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A Italia Amica está promovendo o seu 1º curso de Italiano Jurídico ministrado pela advogada italiana Lívia Santoro.

O curso é destinado à estudantes e operadores do direito, que desejam adquirir conhecimentos específicos na língua italiana, para atuar com segurança e desenvoltura em questões jurídicas.

Durante as aulas, serão abordadas situações típicas do dia a dia do profissional do direito. Como aconselhar os clientes italianos, elaboração de contratos e até mesmo entrevistas de trabalho para assessoria jurídica de uma empresa italiana serão alguns dos temas abordados no curso, bem como noções nas principais áreas do sistema jurídico italiano (Direito constitucional, Procedimento penal, Procedimento civil, Contratos etc).

No final do curso será realizada a simulação de uma audiência de julgamento (Mock Trial), na qual os alunos deverão desempenhar os papéis dos diferentes profissionais envolvidos.

O curso será realizado entre os dias 12 e 27 de Julho de 2013 e terá a carga horária de 20h. Para maiores informações, entre em contato com a Italia Amica através do telefone (71) 3329-2822 ou do e-mail itam@italiaamica.com.br

Curso de Italiano Jurídico em Salvador

Handria Inandy da S. Souza*

Il blog di Italia Amica oggi cede lo spazio all’ex alunna Handria, diplomatasi nel 2011, che ci racconta la sua bellissima e coinvolgente esperienza vissuta in Italia.

donneinstradaLa violenza maschile affligge milioni di donne di ogni età a livello globale. Le modalità e i comportamenti che compongono il problema sono differenti e variano a seconda del paese. Nel mio lavoro come poliziotta militare ho ricevuto più volte chiamate di servizio per donne vittime di violenza maschile. A questo punto, ho deciso di approfondire la mia conoscenza.

Per questo sono andata a studiare in Italia. Stavo frequentando il sesto livello del corso di lingua italiana nell’ Italia Amica, dal momento che conoscere la lingua italiana era fondamentale per lo Studio Master in Criminologia Critica, Prevenzione e Sicurezza Sociale. Così, nell’anno di 2010, ho frequentato il master senza problemi per quanto riguarda la lingua. L’esperienza mi ha fornito una prospettiva diversa sulla questione e crescita personale, perché vivere in un altro paese a causa della lingua e costumi diversi richiede un apprendimento senza pari.

Con la finalità de arricchire la mia conoscenza sul tema della violência domestica, ho effettuato un tirocinio presso l’Associazione OIKOS –BIOS, Centro filosofico di psicanalisi Antiviolenza, durante il quale ho partecipato al progetto “Donne In Strada. La scuola di non violenza”, promosso dall’associazione, nella città di Padova. Il progetto era composto da 9 donne e uomini che hanno participato ad ogni incontro pubblico. Quindi si trattava di un gruppo etereogeneo, con donne di professione, età ed esperienza di vita diverse (insegnanti, professoresse, sindacaliste, psicologhe, psicanaliste, artiste e consulenti filosofiche). Abbiamo organizzato riunioni e discussioni per decidere quello da dire in pubblico, frasi per sensibilizzare chi passava per strada, parole che colpissero i passanti e soprattutto li facessero pensare!

Il volantino da noi preparato descrive bene le finalità dell’iniziativa: Vivere le strade della città in modo nuovo, uscire dal privato, muoversi negli spazi pubblici promuovendo e coinvolgendo i/le passanti di ogni sesso, razza, cultura, generazione e religione in una discussione aperta sui grande temi del Vivere: guerra, maternità, paternità, coppia, prostituzione, lavoro, amore. Ecco di cosa si tratta: sensibilizzazione e approfondimento dei temi suggeriti, la crescita e la maturazione individuale, sociale e culturale coniugando la pratica e l’esercizio ad un libero pensiero con la leggerezza ed il piacere. Queste sono le finalità dell’iniziativa.

donneinstradePadovaÈ cosi l’evento “Donne in strada”, una iniziativa fatta di letture, di recitazione, di brevi aforismi, di poesie e di brani musicali selezionati e scelti da testi di autori e autrici vari/e, realizzata all’aperto ogni sabato durante quasi due mesi, in una delle vie più frequentate della città. Sono stati otto gli incontri di questo primo ciclo di Donne in strada affrontando vari temi, tra cui:Sesso guerra e violenza”,Essere padri cos’é?”,Coppie in rivolta”, “Corpi venduti, corpi comprati”, “Prostituzione e violenza”, “Amore e libertà”.

É stata un’esperienza straordinaria per noi, se non altro per superare il grado di “morte” che c’è nella totalità delle persone. È come se fossero vittime di un’ anestesia generalizzata. Per cui con manifesti e slogan siamo scesi in strada con frasi come: “mi hanno bucato l’utero”. Ma anche con queste frasi fortissime e polemiche nessuno aveva il coraggio di parlare…. Questo è stato un momento frustrante… Anche se già dall’inizio eravamo partiti con l’idea chiara di non fare qualcosa con una finalità precisa, ma di farlo perché era doveroso farlo.

Ci si trova di fronte ad una violenza che è forte, visibile e riconoscibile. Perché allora non si sente assolutamente nulla fuori dall’ università? Le donne che hanno subito violenza e che hanno bisogno di aiuto non sempre si trovano all’interno dell’università. Sono nei supermercati, nelle palestre, a scuola…insomma, si trovano in strada. Per questo motivo siamo andate per strada e abbiamo promosso questi incontri pubblici. Abbiamo parlato di diversi temi riguardo alle donne. Una cosa dev’essere chiara: non volevamo promuovere una filosofia ideologica femminista. Ma invece, portare in pubblico un modo di fare e pensare, uscire dal silenzio, sentire il problema e parlare della questione di genere. Hanno participato a “Donne in Strada” anche docenti dell’ Università Ca’ Foscari di Venezia, fuori dalle mura della università, in strada. Cosi, attraverso la nostra voce e la lettura di testi si sono presi in considerazione vari esponenti e pensatori dei diversi ambiti del sapere.

manifestazionePadovaLa parola è il nostro strumento di sensibilizzazione. Attraverso uno esperimento inedito, abbiamo selezionato frasi da scrivere in manifesti per la strada e la risposta del pubblico è stata positiva. Le persone passavano, ascoltavano le canzoni e poi si fermavano, leggevano i manifesti, discutevano tra di loro…Questa era la dinamica del progetto. Qui vengono riportate alcune delle frasi scritte: “Chi non si muove non può rendersi conto delle proprie catene”. (Rosa Luxemburg); “Il coraggio não vuole la prudenza, ma l’atto”.( Carlo Miquelstaedter);“Il silenzio é la seduzione diavolo e più si tace più il demonio diventa terribile”. (Soren Kierkegaard); “Pensare é un atto eroico” (Simone Weil).

Ma, nonostante molte persone non si fermassero e non fossero interessate al tema proposto facendo del silenzio un’arma d’intimidazione o di sofferenza, il progetto Donne in Strada portò buoni risultati. Abbiamo avuto varie domande di tirocinio pervenute presso l’associazione, la richiesta dei testi da noi letti, la proposta di portare questo progetto a Bolzano e anche la proposta di lavorare insieme ad una scuola. Perché anche se all’apparenza le persone non partecipavano, non parlavano, in realtà leggevano tutto quello che era scritto nei manifesti. Alcune persone hanno lasciato il contatto email, hanno chiamato l’associazione ed hanno addirittura chiesto di lavorare come teraupeuti. Attraverso questo progetto è stata data l’opportunità al pubblico di parlare, discutere, più si parlava di casi di violenza di genere, più casi erano denunciati. La cosa importante è che la questione della violenza domestica, si è spostata dallo spazio privato allo spazio pubblico e è stata vista come un problema sociale da affrontare. Nascosta dalla complicità della società e dalla impunità, la violenza contro la donna è ancora un fenomeno poco visibile. Ma prima di tutto, è necessario essere coscienti che il problema della violenza contro la donna è un problema di tutti e non solo delle donne.

Così, l’esperienza che ho vissuto nella città di Padova in Italia, mi ha fornito una prospettiva diversa, non solo sulla violenza domestica, ma soprattutto sulle consuetudini e le tradizioni del popolo italiano.

Handria Inandy da S. Souza*

* 1ª Tenente della Polizia Militare del Stato di Bahia – Ufficiale dell’ Assitenza Militare del Tribunale di Giustizia di Bahia

 

(tradução)

 

A violência invisível

Handria Inandy da S. Souza*

A violência masculina atinge milhões de mulheres de todas as idades a nível global. As modalidades e comportamentos que integram o fenômeno são os mais diversos e variam de acordo com o país. Como policial militar já recebi chamados em atendimentos às mulheres vítimas de violência masculina, momento no qual, decidi aprofundar os meus conhecimentos.

Por isto fui estudar na Itália. Cursava o VI nível do curso de Língua Italiana na Italia Amica, visto que, conhecer o idioma italiano era requisito para Cursar o Master em Criminologa Crítica, Prevenção e Segurança Social. Assim, no ano de 2010, cursei o referido master sem problemas quanto ao idioma. A experiência me proporcionou uma visão diferenciada e autentica sobre o assunto, além de um crescimento pessoal, pois morar em outro país de língua e costumes diferentes requer um aprendizado inigualável.

Com a finalidade de enriquecer o meu conhecimento sobre o tema da violência doméstica, fiz um estágio na Associação OIKOS –BIOS, Centro Filosófico de Psicanálise Antiviolência, durante o qual participei do projeto “Donne In Strada. A Escola de não violência”, promovido pela Associação, na cidade de Padova. O projeto era composto de 9 (nove) mulheres e também homens que participaram de cada encontro nas ruas. Portanto era um grupo heterogêneo com mulheres de diversas profissões, idade e experiências de vida (professoras, pedagogas, sindicalistas, psicólogas, psicanalistas, artistas e consulentes filosóficas). Tínhamos reuniões e discussões sobre o que dizer ao público, frases que sensibilizassem a todos que passassem, palavras que atingissem os passantes e principalmente os fizessem pensar!

O panfleto preparado por nós descrevia bem as finalidades da iniciativa: Viver a estrada da cidade de um modo novo, sair do privado, deslocar-se no espaço público promovendo e envolvendo os/as transeuntes de cada sexo, etnia, cultura, geração e religião em uma discussão aberta sobre o grande tema do VIVER: guerra, maternidade, paternidade, casal, prostituição, trabalho, amor. Sensibilização e aprofundamento dos temas sugeridos, o crescimento e a maturidade individual, social e cultural aliada à prática e ao exercício de um pensamento livre com a leveza e o prazer: esta é a finalidade da iniciativa.

Assim o evento Donne in strada, uma iniciativa feita de leituras, de recitações, de breves aforismos, de poesias , de músicas selecionadas e textos de vários autores e autoras, realizados ao aberto, a cada sábado durante quase dois meses, em uma das vias mais frequentadas da cidade de Padova. Foram oito os encontros deste primeiro ciclo de Donne in strada abordando vários temas, entre os quais: “Sexo, guerra, violência”, “Ser pai que coisa é?”, “Casal em revolta”, “Corpo vendido, corpo comprado”, “Prostituição e violência”, “Amor e liberdade”.

Foi uma experiência extraordinária para nós, uma experiência sem igual, passando do grau de ‘morte’ que existe nas pessoas de um modo geral, como uma anestesia generalizada. Assim, com uma manifestação e slogan fomos às ruas onde as pessoas estão e as tocamos através de frases como: “eles rasgaram meu útero”. Mas, mesmo com estas frases de forte impacto e polêmica ninguém falava… e este foi o momento frustrante… ainda que já tivéssemos partido deste o início com a ideia clara, não de fazer algo com um objetivo exato, mas de o fazer porque é necessário fazê-lo.

Por que se está diante de uma violência que é absolutamente forte, visível e reconhecível e não se ouve falar absolutamente nada fora do meio acadêmico? As mulheres que sofreram violência e que tiveram necessidade de ajuda talvez não estejam dentro da universidade. Estão nos supermercados, na escola, resumindo…. nas ruas. Então nós fomos às ruas e promovemos estes encontros públicos. Falamos de diversos temas que se referem às mulheres. Uma coisa porém, deve estar clara: não queríamos promover uma filosofia feminista, mas levar ao público um modo de fazer pensar, sair do silêncio, sentir o problema e falar da questão de gênero. Participaram do Donne in Strada docentes da Universidade Ca’ Foscari de Venezia, fora dos muros da universidade, mas nas ruas, e assim, através de nossa voz com a leitura de textos de vários pensadores(as) de diversos âmbitos do saber, demos a palavra ao público.

A palavra era o nosso instrumento de sensibilização. Através desse experimento inédito selecionamos frases que eram escritas em cartazes espalhados pelas vias e a resposta do público era positiva, as pessoas passavam, escutavam as músicas e por fim paravam, liam os cartazes, discutiam entre si, e essa era a dinâmica do projeto. Dentre as frases que repetíamos estavam escritas:“Quem não se move não se dá conta das próprias correntes.” (Rosa Luxemburg); “A coragem não quer a prudência mas o ato”.( Carlo Michelstaedter) “O silêncio é a sedução do diabo e quanto mais se cala mais o diabo se torna terrível “. ( Soren Kierkegaard); “Pensar é um ato heroico” (Simone Weil)

Mas, ainda que muitas pessoas não parassem e nem se importassem com o tema exposto, fazendo do silêncio uma arma de intimidação ou até de sofrimento, o projeto Donne in Strada trouxe bons resultados. Tivemos pedidos de estágios na Associação, solicitação dos textos que tínhamos lido, proposta de levar este projeto para a cidade de Bolzano, e também a proposta de trabalhar com uma escola. Porque mesmo que aparentemente as pessoas não falassem, na verdade, elas liam tudo que havíamos escrito nos painéis. Alguns deixaram o e-mail para contato, ligaram para a Associação, e recebemos pedidos para trabalhar como terapeuta. Através desse projeto foi dada a possibilidade ao público de falar, discutir, pois quanto mais se fala de violência de gênero, mais casos eram denunciados. O importante é que a questão da violência doméstica, transferiu-se do espaço privado para o espaço público, passando a ser encarada como um problema social a combater. Escondida pela cumplicidade da sociedade e da impunidade, a violência contra a mulher é ainda um fenômeno pouco visível. Mas antes de tudo, se faz necessária a conscientização de que o problema da violência contra a mulher é um problema de todos e não apenas das mulheres.

Desta forma, a experiência vivida na cidade de Padova na Itália, me proporcionou uma visão diferenciada, não somente sobre a violência doméstica, mas principalmente sobre os costumes e tradições do povo italiano.

* 1ª Tenente da Polícia Militar da Bahia – Oficiala da Assistência Militar da Bahia – Tribunal de Justiça da Bahia

nascita della repubblica italianaNo dia 2 de junho se celebra o nascimento da República Italiana. Nesse dia, em 1946, com o término da guerra, com o fim dos 20 anos de fascismo, e após 85 anos de reino, os italianos, e pela primeira vez, também as italianas, foram às urnas para decidir em um Referendum, qual forma de governo dar ao país: monarquia ou república.

Venceu a república com 12.718.641 votos contra 10.718.502 favoráveis à monarquia. Nessa mesma ocasião, os italianos também elegeram uma Assembléia Constituinte, que escreveu a nova Constituição do país.

Essa Constituição fez da Itália uma República parlamentarista. Os monarcas foram exilados e o país se encaminhou em direção à reconstrução de suas cidades, casas, estradas e ferrovias destruídas pelos combates e bombardeamentos aéreos.la bandiera tricolore

Dois anos antes do nascimento da República Italiana, no final da guerra, em 1944, ocorreu o “Massacre de Marzabotto”, no Apenino Emiliano, próximo à Bolonha, quando crianças, mulheres e idosos foram trucidados pelos soldados alemães em retirada.

A história do massacre foi reconstruída em um filme em que tudo é visto pelos olhos da pequena Martina, uma menina de 8 anos, filha única de uma família de camponeses, que deixou de falar desde que viu morrer em seus braços o seu irmãozinho recém-nascido.

l'uomo che verrà 2Martina deseja a chegada de um outro irmão, que nascerá exatamente no momento em que a guerra transforma tragicamente a sua vida.

“L’uomo che verrà” de Giorgio Diritti, é um filme que penetra na realidade do tempo e do lugar, não só através das imagens, mas também dos diálogos em dialeto bolonhês da época.

l'uomo che verràVencedor de prêmios em vários festivais, entre 2009 e 2010, o filme será exibido em edição original com legendas em italiano na Italia Amica no dia 01 de junho às 17:30, durante as festividades em comemoração à Festa della Repubblica Italiana.

 

 

 

 

 

 

annamagnani-RomaCittàApertaEu e meus irmãos sempre fomos loucos por cinema. Morávamos em uma cidade do interior. Lá havia quatro salas e nós esperávamos ansiosos pela matinê de domingo para ver os filmes de Fellini, De Sica, Pasolini, e de tantos outros diretores famosos na época: italianos, americanos, franceses, suecos… claudiacardinale2Gostávamos muito de rever na tela os nossos atores e atrizes preferidos. Um de meus irmãos possuía até uma coleção de fotos de atrizes famosas, que guardava com muito zelo. As italianas eram as minhas preferidas.

Assim como eu, gerações se encantaram com as “divas do cinema italiano” que povoaram o imaginário coletivo da época com o seu talento e a sua beleza.

annaMagnani1A primeira grande diva italiana foi Anna Magnani (Roma, 07 de março de 1908 – 26 de setembro de 1973), uma das maiores atrizes do seu tempo, reconhecida por seu talento dramático, sua forte personalidade e expressividade.

Pobre, filha de pai desconhecido, abandonada pela mãe e criada pela avó, iniciou a sua formação aos 16 anos na Academia de Arte Dramática de Roma e posteriormente nos cabarés e teatros de variedades.

Seu primeiro papel importante foi em “Teresa Venerdì” (Vittorio De Sica, 1941) onde interpretou uma ambiciosa atriz de variedades. A consagração internacional viria quatro anos depois com “Roma Città Aperta”, em 1945, quando conquistou o público no papel de Pina, uma corajosa romana que enfrenta os nazistas. Neste período se apaixonou e viveu uma tórrida história de amor com o diretor do filme, Roberto Rossellini, que terminou quando ele conheceu uma outra diva, a sueca Ingrid Bergman.

La Magnani tornou-se assim, um símbolo de Roma, sempre interpretando mulheres fortes e do povo.

Recebeu o prêmio de melhor atriz no Festival de Veneza de 1947 e em 1955 se tornou a primeira atriz estrangeira a ganhar o Oscar de melhor atriz pela sua interpretação em “A Rosa Tatuada”.

Morreu aos 65 anos, vítima de um câncer de pâncreas.

GinaLollobrigida1Gina Lollobrigida (Subiaco, Lazio, 4 de julho de 1927), conhecida como “La Lollo”, estudou no Instituto de Belas Artes em Roma, onde para manter-se, posava como modelo fotográfico. Como tantas moças bonitas de sua época, participou em 1947 do concurso Miss Itália, classificando-se em terceiro lugar. Nessa época iniciou a sua carreira cinematográfica com pequenas figurações em filmes populares do pós guerra.

O sucesso chegou na década de 50, quando interpretou os seus primeiros papéis de sucesso, como a cigana Esmeralda em “O Corcunda de Notre Dame” e atuou ao lado de grandes atores como Humphrey Boogart, Vittorio Gassman, Anthony Quinn, Rock Hudson e Marcello Mastroianni.

Padrão de beleza dos anos 50, após encarnar a cantora lírica Lina Cavalieri no filme “La donna più bella del mondo” em 1955, ganhou a alcunha de “A mulher mais bela do mundo”.

Participou de vários filmes na Itália, na França e nos Estados Unidos e em 1961 recebeu o Golden Globe.

Dedicou-se também à escultura e hoje segue carreira paralela como fotógrafa, tendo já publicado cinco livros de fotografia.

SilvanaMangano1Silvana Mangano (Roma, 23 de abril de 1930-Madrid, 16 de dezembro de 1989) começou com a dança clássica em Milão, depois partiu para a França onde trabalhou como modelo e como figurante no seu primeiro filme ”Le jugement dernier” (1945).

De volta à Itália, em 1947, participou do Concurso Miss Itália, o mesmo em que concorreu Gina Lollobrigida, que a partir daí, tornou-se sua amiga. É nesse período que Silvana é notada pelo diretor Mario Costa, passando a fazer figuração em alguns filmes. Nesta época conheceu Marcello Mastroianni, seu primeiro namorado.

silvanamangano3Aos 19 anos, foi escolhida pelo diretor Giuseppe De Santis para o filme “Arroz Amargo” atuando ao lado de Vittorio Gassman. Com o sucesso do filme, a bela e escultural Silvana, lançada como “sex symbol italiano” do pós guerra, entra definitivamente no mundo do cinema. A sua imagem de camponesa com meias pretas até a metade das coxas dentro de um arrozal, tornou-se um dos símbolos do cinema italiano.

Os críticos americanos a comparavam a Rita Hayworth e Silvana recebeu e recusou várias propostas de Hollywood.

Casou-se com o produtor Dino De Laurentis, que passou a gerir a sua carreira escolhendo roteiros com personagens menos sensuais e mais psicologicamente complexos.

Trabalhou com os diretores mais importantes do cinema italiano como Federico Fellini, Vittorio De Sica, Pier Paolo Pasolini, Franco Zeffirelli, Mario Monicelli, fazendo filmes famosos.

Em 1981, Silvana perdeu seu filho Federico em um acidente aéreo. Deprimida e já divorciada de De Laurentis, recebeu o diagnóstico de câncer de estômago e retirou-se do cinema. Retornou no filme “Duna”(1984) e ao lado de Mastroianni, no belo “Olhos Negros” (Nikita Mikhailkov,1987).

Dois anos depois, em 16 de dezembro de 1889, morreu em Madrid onde vivia com sua filha Francesca.

sofiaLoren2Sofia Villani Scicolone (Roma, 20 de setembro de 1934), artisticamente Sophia Loren, começou a sua trajetória artística aos 14 anos, também em um concurso de beleza e a sua estreia no cinema foi como figurante em “Quo Vadis” (1950).

Quatro anos depois foi convidada pelo diretor Vittorio De Sica para participar de “O Ouro de Napóles” (1954), iniciando assim a sua carreira de sucesso no cinema italiano. Trabalhou com grandes diretores, além de De Sica, Federico Fellini, Ettore Scola, Lina Wetmüller.

Conquistou também fama no cinema americano, recebendo o Oscar de melhor atriz em 1962 pelo filme “Duas Mulheres” (Vittorio De Sica) e em 1988, o “Leão de Ouro” pela sua carreira. Nos anos 90 ganhou o Oscar pelo conjunto de sua obra.

sofiaLorenParticipou de filmes inesquecíveis como “Una giornata particolare” (Ettore Scola,1977) em grande interpretação ao lado de Marcello Mastroianni.

Casou-se com o produtor Carlo Ponti, que conheceu em 1953. Ela era uma adolescente de 17 anos e ele um homem casado de 39 anos. O romance dos dois, em uma Itália católica e sem o direito ao divórcio foi tumultuado. Viveram juntos por 50 anos, até a morte de Ponti em 2007.

Sophia, uma das atrizes mais reconhecidas e amadas da história do cinema, foi considerada em 1999, pela Revista People a mulher mais bela, sensual e talentosa dos últimos tempos.

Após vencer um concurso de beleza, em 1957, uma outra futura diva, iniciou a sua carreira, Claudia Cardinale, filha de pais sicilianos, nascida em Túnis, em 15 de abril de 1939.claudiacardinale3

Estreou no filme “Goha” (1958) e no mesmo ano, participou do famoso “I Soliti Ignoti”.

Em 1966 casou-se com o produtor Franco Cristaldi que conduziu o inicio da sua carreira.

Atuou em filmes importantes e de qualidade como: “Il Gattopardo” e “Rocco e i suoi fratelli” de Visconti, 81/2 de Fellini, “Era uma vez na América” de Sergio Leone e também “A Pantera Cor de Rosa”, “Fitzcarraldo”, dentre outros.

Divorciou-se de Franco Cristaldi em 1975 e desde então vive com o diretor italiano Pasquale Squitieri.

claudiaCardinaleContracenou com Marcello Mastroianni, Alain Delon, Burt Lancaster, Jean Paul Belmondo. As suas atuações memoráveis e a sua beleza delicada encantou o público nas salas de cinema do mundo.

Hoje, La Cardinale é envolvida com questões humanitárias e escreveu uma autobiografia chamada “Moi Claudia, toi Claudia”.

mimosa

 

 

E como hoje é 08 de março, Dia Internacional da Mulher, cujo símbolo é a mimosa amarela, que floresce nos primeiros dias de março, perfumando e lembrando a chegada da primavera na Itália e o dia da mulher, vai uma mimosa para as divas do cinema italiano e para todas as mulheres que são divas daqueles que as amam, as estimam e as respeitam.

tifosi2Realmente não é lugar comum dizer que os italianos amam o futebol. Os romanos amam a Roma ou a Lazio, os milaneses a Inter ou o Milan, os napolitanos a Napoli, enfim, existem centenas de times de futebol na Itália distribuídos em inúmeras séries do “Campionato Italiano di calcio”.

E esta paixão não é recente. Já os antigos romanos praticavam um esporte chamado “Harpastum”, que era jogado por duas equipes em um campo de areia. Competição viril com disputas corpo a corpo, este esporte tornou-se muito popular e difundiu-se por todo o Império Romano.

calciofiorentinoMais tarde, na metade do século XV o “calcio storico fiorentino” (futebol histórico florentino) deu continuidade ao jogo romano e alcançou tamanha popularidade em Florença, que era praticado nas ruas e praças da cidade e com tanta paixão que muitas vezes gerava conflitos e problemas de ordem pública. Chegou até mesmo a ser proibido em alguns locais da cidade e ainda hoje, pode-se observar em alguns pontos de Florença placas com escritas de proibição ao jogo.

calciostorico5A popularidade do calcio storico fiorentino durou até o fim do século XVII, depois iniciou um lento declínio. Mas o jogo continuou na memória dos florentinos , que continuaram a praticá-lo informalmente nos próprios bairros. O renascimento oficial do jogo deu-se em 1930 e desde então, os quatro bairros históricos da cidade, “i Bianchi”, “i Rossi”, “gli Azzurri” e “i Verdi” disputam um apaixonado e muitas vezes tumultuado torneio todos os anos no mês de junho.

Este jogo, que lembra o rugby, influenciou o futebol moderno, não só nas regras, como também na paixão dos torcedores e no ambiente de festa das partidas. Festa futebolística italiana que um dia eu tive a oportunidade de participar.

Era uma tarde romana ensolarada de 1984, mais precisamente uma bela e especial tarde de 30 de maio, quando a cidade estava colorida de “giallo e rosso” (amarelo e vermelho), as cores da Roma, a “squadra de calcio” (clube de futebol) mais popular da Cidade Eterna.

stadioolimpicoEra dia de jogo e lá fomos nós. No caminho, compramos o nosso lanche, a tradicional “pizza al taglio”e seguimos rumo ao Stadio Olimpico di Roma. Na frente do estádio, mais merendinhas: azeitonas e sementes de abóbora tostadas, que me surpreenderam. Muito boas. Não imaginava.

Finalmente entramos. Estádio lotado com 70.000 expectadores. Os“tifosi” (torcedores) cantando. Um belo espetáculo. Emocionante.

falcãoBrunoContiA Roma entra em campo com os ídolos Bruno Conti e o brasileiro Falcão, mais conhecido como o “Re di Roma” (Rei de Roma). A equipe romana, que havia vencido o campeonato italiano naquele ano, jogava a final da Champions League com o Liverpool.

Partida tensa. No intervalo, os “tifosi” relaxam um pouco e desembrulham as suas merendas. Comemos as nossas pizzas. Uma família de romanistas sentada ao nosso lado nos ofereceu sanduíches. Orgulhosos, eles contaram que eram romanistas há várias gerações e que aqueles sanduíches foram feitos em casa, pela mamma. Naturalmente aceitamos e é claro que eram deliciosos. tifosi1

Infelizmente, a Roma não levou o título. Após um empate de 1X1, perdeu na disputa de pênaltis e os tifosos voltaram tristes para casa. No entanto, sem perder nem um pouco da paixão que os fazem retornar ao estádio, em outras tardes ensolaradas ou frias ou chuvosas, e cobri-lo de amarelo e vermelho para ver a Roma jogar e cantar “Grazie Roma” de Antonello Venditi, um famoso da música italiana e tifoso da Roma, para a qual, compôs várias canções, verdadeiros hinos.

grazie romaOutro romano, Francesco De Gregori, com a bela e sensível “La leva calcistica del 68” fez ainda mais. Uma metáfora sobre as paixões, as lutas e os medos do homem, tendo como protagonistas, Nino, um garoto de 12 anos e as lutas dos jovens da sua geração.

“Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore

non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore.

    Un giocatore lo vede dalcoraggio, dall’altruismo, dalla fantasia.”

“Nino não tenha medo de errar um pênalti 

não é por estes detalhes que se julga um jogador

um jogador se julga pela coragem, pelo altruísmo, pela fantasia.”

Quem sabe se De Gregori, também romanista, quando fez esta canção, pensou naquela tarde de domingo de 30 de maio de 1984.

Assisi, ItaliaGiovanni di Pietro di Bernardone, mais conhecido como Francesco, costumava sonhar muito. Sonhos que foram fundamentais para a sua vida.

Nascido em Assis, no centro da Itália em 05 de julho de 1182, ele era muito popular entre os amigos, amava a vida mundana, as extravagâncias, as aventuras e sobretudo as estórias de cavalaria. Desejava ser um herói, tanto que em 1202 alistou-se como soldado na guerra entre as cidades de Assis e Perugia, mas foi capturado, mantido como prisioneiro e doente, retornou à sua cidade um ano depois.

San Francesco giovaneEm 1205, após a sua cura, tentou novamente se tornar um herói engajando-se no exército papal, incentivado por um sonho que tivera, onde alguém lhe levava a um palácio onde se encontrava uma linda donzela, muitas armas e apetrechos de guerra. Porém no caminho teve outro sonho onde uma voz lhe dizia de retornar à sua terra e de interpretar de outro modo o primeiro sonho.

Já em Assis, foi perdendo o interesse pelas farras com os amigos e começou a demonstrar preocupação pelos mais necessitados. Neste período teve sonhos terríveis com uma horrível mulher corcunda e interpretava esta imagem como a sua futura vida de pobreza.

casa san francescoMuitos episódios fizeram com que a sua vida mudasse completamente. Desde o encontro no campo com um leproso até o dia em que enfrentou a fúria de seu pai, um rico negociante de tecidos, após ter vendido por baixíssimo preço vários tecidos da loja para arrecadar dinheiro para a reforma da Igreja de São Damião.

Ao ser acusado pelo pai de estar dilapidando com a sua fortuna, Francesco despiu-se e colocou todas as suas belas roupas aos pés de seu pai, renunciando à sua herança e partindo completamente nu para iniciar definitivamente uma nova vida missionária totalmente dedicada aos pobres, pregando a palavra divina e reunindo em torno de si vários seguidores, dentre eles, jovens que como ele, renunciaram às suas posses.

san francesco e la naturaCom um grupo de seguidores formado, dirigiu-se à Roma para obter autorização do papa para a fundação da sua ordem que estabelecia como norma uma vida de pobreza absoluta aos seus seguidores, como a de Jesus e de seus apóstolos. Após uma recusa inicial, Francesco e seus amigos foram finalmente recebidos pelo papa que só decidiu recebê-los após ter tido um sonho, onde viu a Basílica de São João de Latrão, prestes a desabar, ser sustentada por um humilde religioso que ele acreditou que fosse Francesco. O Papa Inocêncio então, autorizou o grupo a apenas pregar e socorrer os necessitados. Estava assim fundada a ordem mendicante dos frades Menores, mais conhecidos como Franciscanos.

Voltando a Assis instalaram-se em uma cabana no campo, onde se dedicaram aos cuidados dos mais pobres dos pobres, dos leprosos e à pregação. Mas, devido ao crescente número de irmãos que se juntava ao grupo, o abade do mosteiro beneditino do Monte Subásio, lhes cedeu o uso da capela de Porciúncula e de uma terra adjacente.

Santa Clara- GiottoEm1212,chegou à ordem a primeira mulher, Clara d’Offreducci, a futura Santa Clara, fundadora do ramo feminino dos frades menores, as Clarissas. Nessa época, Francesco fez muitos milagres, curando enfermos, expulsando demônios e até pacificando um lobo que amedrontava a região.

Sua fama de santo já se espalhava e mantendo o seu gosto pelas estórias de cavalaria, em 1214 seguiu para o Marrocos para pregar entre os mouros. Foi ao Egito durante a Primeira Cruzada, passou pela Palestina, peregrinando pelos lugares santos até que, após receber a notícia de que a sua comunidade estava em crise, volta a Assis onde percebeu que seus ideais haviam sido abandonados e reinava o caos na ordem dos frades menores.

Francesco e o loboDepois dessa crise, devido à imposição da hierarquia eclesiástica romana e a pressão de parte dos seus companheiros, foram criadas, com a aprovação do Papa, novas regras mais brandas para a Ordem, autorizando inclusive o estudo avançado da teologia e o uso de quaisquer livros. Essas novas mudanças, apesar de refletirem pouco o espírito original franciscano, foram inevitáveis, diante da tensão de um grupo que a cada dia crescia mais.

Francesco no entanto, continuou a sua vida simples de tranquilidade interior, amando todas as criaturas, afirmando a bondade e as maravilhas da criação de Deus, fazendo milagres, percorrendo a região em peregrinação e acolhendo multidões que queriam vê-lo e tocá-lo. De outra forma, realizou o seu antigo sonho da juventude de se tornar um herói.

estigmatização San Francesco GiottoMuitas vezes se embrenhava nas matas para ficar sozinho e meditar. Numa dessas meditações, Francesco teve uma visão: viu um homem com seis asas e pregado a uma cruz. À medida que contemplava a visão e experimentava uma sensação de grande felicidade mas entremeada de tristeza, sentiu que no seu corpo se abriam feridas, tornando-o uma imitação do próprio Cristo crucificado. Foi assim, o primeiro cristão estigmatizado, motivo de muita alegria, mas também de grande embaraço, já que devia esconder as feridas.

Além das feridas que lhes provocava muito sofrimento físico, ficou quase cego, sofreu com dores de cabeça terríveis e sem encontrar alívio nos tratamentos médicos, passou longo tempo sob os cuidados de Clara, e provavelmente ali, compôs o seu poético Cantico di frate sole (Cântico ao irmão Sol).

Basilica di San Francesco a AssisiRodeado de seus companheiros e amigos, faleceu no dia 03 de outubro de 1226. Relatos antigos dizem que neste momento um bando de aves veio pousar no seu telhado e cantou. Menos de dois anos depois, em 06 de julho de 1228 foi canonizado pelo Papa Gregório IX e em 1230 foi inaugurada uma nova basílica com seu nome em Assis, onde estão guardadas as suas relíquias e o seu túmulo, e onde também se pode admirar os belos afrescos de Giotto feitos no fim do século XIII retratando a sua vida.

afresco de GiottoPor causa de seu amor pela natureza é conhecido como o santo patrono dos animais e do meio ambiente. É também o santo patrono da Itália e a sua festa litúrgica é no dia 04 de outubro.

Renovou o Catolicismo da época, tentando mostrar que a religião poderia ser alegria e não opressão, mas menos de um século depois de sua morte, a Ordem dos Franciscanos já era tão rica quanto as outras ordens e muitos de seus membros eram já doutores e ocupantes de importantes cargos na Igreja e universidades.

afreschi di Giotto e CimabuePara Dante Alighieri, Francesco foi “uma luz que brilhou sobre o mundo” e “ Pax et bonum” (Paz e bem), saudação que costumava usar, se tornou o lema da sua Ordem e da cidade de Assis.

 

 

 

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